VONDE GUERIS

"Vonde gueris" in friulano significa basta guerre: il titolo di un evento itinerante, realizzato in collaborazione con Art&Stella, nel quale  pittori, scultori e poeti si sono confrontati per dare il proprio contributo: è così che per ogni opera pittorica o scultorea è stata scritta una poesia.
Ho avuto l'onore di ricevere in dono la poesia di Massimo Govetto "Figli spezzati", che Massimo ha scritto ispirandosi al quadro “Vonde gueris”, in cui è raffigurata una donna con una mano davanti alla bocca, ad indicare la sua incapacità di esprimere quella che amo definire la vergogna per l'umana miseria.
Ecco, questo è ciò che è riuscito a fare Massimo Govetto, componendo questa toccante poesia "Figli spezzati": ha dato voce a questa donna, che non ha mai osato esprimere ciò che prova e che è sempre restata a guadare, attonita, la violenza che si perpetua nel mondo.

(Apri evento pdf formato A5)


Figli spezzati (M. Govetto)

​ Figli bambini,

figli cecchini,

burattini di un teatro delirante e comprimari

figli sicari,

mercenari in anfibi e scimitarra e rinnegati

figli spezzati,

urlati all'afonia di un patriottico cordoglio,

di ipocrisie a mezz'asta,

di sogni accomunati in una fossa

rossa

del suo colare strilla la memoria,

la dissanguata gloria e valorosi

figli corrosi,

esplosi come soli accartocciati

​ figli sprecati,

decapitati ed arsi al vento che giace sulla sabbia

​ rabbia

striscia velenosa tra gli altari,

tra gli epitaffi tronfi dei sacrari ed appassiti

figli smarriti,

stecchiti come cacciagione da esibire,

da offrire in pasto all'abominio di fedi prezzolate,

appiccicate in qualche post e figli ignudi

​ figli scudi umani mentre detonano le eroiche gesta,

mentre crepano fra i titoli di testa circoncisi

​ figli divisi,

recisi come fiori da estirpare,

da giustiziare in fila indiana ed allattati

figli ammainati,

immortalati dalle tacche di un mirino e nuovi cappi

​ e nuovi drappi fregiano le bare allineate

prostrate alla clemenza di un Dio tenace

tace

il silenzio ribollente che scuote le navate,

lo share di morti ignobili;

immobili come orazioni,

come barconi sui fondali di algide pietà.