LA TECNICA

Dipingere sulla tela di juta mi permette di realizzare opere dal sapore antico.
L’effetto finale richiama l’affresco, in cui il tempo ha scolorito gli eccessi cromatici, e in cui sbavature e erosioni hanno intaccato la perfezione del disegno. Anche i toni leggeri e i colori pastello richiamano tecniche antiche.
In realtà niente potrebbe essere più distante dall’affresco. A me piace definirla la “tecnica delle interferenze”, per quei rilievi e discontinuità del supporto che creano vere e proprie intrusioni, creando una sorta di scomposizione dell’immagine, che l’occhio va poi ricostruendo, secondo logiche e significati del tutto personali.

Rilievi e interferenze giocano un ruolo fondamentale nell’opera, anche perché vanno a creare giochi di luce che, con le variazioni cromatiche dettate dalla trama della tela, rivestono l’opera di sempre nuove sembianze, arricchendola di significati cangianti: talvolta è l’espressione che sembra mutare, talaltra è l’intensità dello sguardo delle figure rappresentate.

La luce dona autonomia all’opera e lascio che si esprima in maniera spontanea, per donare una dimensione di vitalità alle mie opere e permettere che vi si ritrovi molto di più di quanto io stessa desideri o cerchi di rappresentarvi.

Il risultato è che le opere sulla juta hanno la caratteristica di non svelarsi completamente all’obiettivo della macchina fotografica, contrariamente alle opere ad acquerello o a olio, che spesso in foto risultano addirittura migliorate.
Al contrario le opere su juta in foto assumono espressioni falsate, statiche, quali non sono. Vi invito, pertanto a partecipare ai prossimi eventi in programma.